"Bloody Sunday" di Paul Greengrass (2002)
Un film che ti porta laddove il potere non vorrebbe testimoni
Derry, Irlanda del Nord, 30 gennaio 1972. Il governo inglese ha imposto forti restrizioni alle libertà individuali e, di conseguenza, la Northern Ireland Civil Rights Association ha organizzato una marcia pacifica di protesta. Il Generale Ford ha predisposto un piano che dovrebbe al contempo limitare il percorso della marcia e consentire anche di arrestare i “teppisti” che quotidianamente si scontrano con l'esercito. Dopo un’iniziale situazione di confronto non violento, i corpi speciali perdono il controllo e iniziano a sparare sui manifestanti.
Perché vederlo
Perché sembra un documentario e a chi guarda pare di trovarsi lì. Perché “lì” è l’Irlanda del Nord, è il 1972, è una manifestazione non violenta contro le violenze dell’autorità britannica. Perché la dinamica dei fatti è spiegata in ogni dettaglio, con un crescendo magistrale di ritmo, ed è la solita: in nome della sicurezza si restringe il diritto di manifestare, in nome dell’ordine si violentano i non violenti, in nome dell’antiterrorismo si fa terrorismo. Perché il cinema diventa grande cinema proprio in questi casi, quando ti porta laddove il potere non vorrebbe testimoni: come per il massacro di Peterloo del 1819, raccontato da Mike Leigh in “Peterloo”, come per i fatti di Genova del 2001, raccontati da Daniele Vicari in “Diaz”, anche per la Bloody Sunday, grazie a questo film, non si potrà più dire “Non c’ero”, non si potrà più dire “Non ho visto”, non si potrà più dire “Non lo sapevo”.
Dove vederlo
Acquistatelo su supporto fisico o prendetelo in prestito dalla vostra biblioteca, come abbiamo fatto noi.



Capolavoro
Visto, bellissimo